Sei qui: Home News Per il “BAXTA FESTIVAL” è di scena, in esclusiva per la Puglia, l’EDIPO RE di Fredy Franzutti

Per il “BAXTA FESTIVAL” è di scena, in esclusiva per la Puglia, l’EDIPO RE di Fredy Franzutti

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Sarà l’“Edipo RE e le Tragedie di Tebe storia di un Re e di un complesso”, portato in scena da Fredy Franzutti e dal suo Balletto del Sud con le musiche di Igor Stravinsky, ad alzare il sipario giovedì 25 agosto sul cartellone del Baxta Festival, la Rassegna di Teatro Antico organizzata dal Comune di Poggiardo, con il contributo della Regione Puglia e dell’Unione Europea (P.O. FESR Puglia 2007-2013 – Asse IV Azione 4.3.2).
Dopo l’apertura avvenuta a Poggiardo con “Il Teatro classico non è una tragedia”, excursus dialogato nel mondo del teatro classico che ha visto due straordinari protagonisti in Gino Pisanò e Carla Guido, l’Edipo RE di Franzutti, in esclusiva per la Puglia (in precedenza è stato portato in scena solo a Cuneo e a Siracusa), apre il programma degli spettacoli nell’area archeologica dei SS. Stefani nel cuore dell’antica Baxta che dà il nome alla rassegna.

Coreografia, scene e costumi di Fredy Franzutti. Scene realizzate da Francesco Palma.

Inizio spettacolo: ore 21.00    Biglietto € 10,00 – Abbonamento (4 spettacoli): € 30,00      
Info e prevendita (da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 14.00) 
Comune di Poggiardo – Ufficio Cultura, Via Aldo Moro 1   Tel.0836.909812 – Fax 0836.909863
www.comune.poggiardo.le.it e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Botteghino (località SS. Stefani) ore 19.00 giorni di spettacolo  - Numero verde 800551155

Lo spettacolo fa riferimento alle tragedie di Sofocle “Edipo Re” e “Antigone” e di Eschilo “Sette a Tebe”. Il mito è ambientato nel sud di un paese del mediterraneo già appartenuto alla magna Grecia. La situazione, i caratteri e il senso della vicenda rimangono invariati: lo scenario della campagna - siciliana come salentina - con i suoi echi classici rinnova la forza del dramma. La tesi è analisi dei ruoli familiari nella cultura Meridionale; la figura del padre, da sconfiggere per “affermare” la propria identità; il desiderio spesso di totale identificazione del figlio con la propria madre (il complesso di Edipo individuato da Freud nell’amare la propria madre fino a volerla possedere). Tra le altre passioni collegate grande importanza rivestono: l’essere misero oggetto di un imperscrutabile disegno del Fato spietato; il senso del peccato insostenibile (fino al suicidio); l’impersonalità della colpa; la superstizione. Si animano scene di donne vestite di nero che condividono il dolore e la vergogna di Giocasta, di uomini che combattono per la supremazia sulla propria terra o in generale per poteri politici. La trama condivide tematiche di magia, oracoli e sospetti. Immagini forti di gente che vive la campagna assetata d’acqua e insieme rigogliosa, spaccata dal sole e bagnata dalle lacrime dei pianti di una madre.

 

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